AREE DI INTERVENTO
Le materie trattate
Sei situazioni ricorrenti nella responsabilità sanitaria. Ognuna ha presupposti probatori e termini di prescrizione propri, ma il criterio di valutazione è sempre lo stesso: cosa è stato fatto, e cosa si sarebbe dovuto fare secondo le buone pratiche in vigore in quel momento.
Se non è chiaro in quale area rientri il tuo caso, l’inquadramento viene fatto in sede di valutazione preliminare.
01 – Chirurgia
Errore Chirurgico
Interventi condotti in modo scorretto rispetto alle linee guida, procedure eseguite sulla parte sbagliata, oggetti dimenticati nel corpo, lesioni a organi non coinvolti, complicanze post-operatorie riconosciute in ritardo.
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02 – Diagnosi
Errore diagnostico e diagnosi tardiva
Patologie scambiate per altre, accertamenti necessari non prescritti, esami mal interpretati, atteggiamento attendista in situazioni che richiedevano un intervento immediato. Comprende l’ambito oncologico.
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03 – Infezioni
Infezioni ospedaliere
Infezioni del sito chirurgico, infezioni legate a cateteri e dispositivi invasivi, polmoniti associate alla ventilazione, infezioni da batteri resistenti contratte durante degenze prolungate.
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04 – Ostetricia
Danno da parto
Sofferenza fetale non riconosciuta, monitoraggio cardiotocografico inadeguato, ritardo nell’esecuzione di un cesareo urgente, distocia di spalla mal gestita, danni alla madre nel post-partum.
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05 – Decesso
Decesso del paziente
I diritti dei familiari, la distinzione tra il danno trasmesso agli eredi e quello subito personalmente per la perdita del congiunto, e i termini di prescrizione diversi che li governano.
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06 – Strutture
Responsabilità di ASL e aziende ospedaliere
La responsabilità dell’ente pubblico per carenze organizzative, protocolli non rispettati, personale insufficiente, mancato monitoraggio. L’area in cui l’esperienza dello Studio è più diretta.
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Reparti e specialità
Spesso chi cerca informazioni sa già in quale reparto è avvenuto l’errore
Oltre alla distinzione per tipo di danno, lo Studio segue casi che coinvolgono specialità cliniche diverse.
Chirurgia generale
Ginecologia e ostetricia
Anestesiologia
Pronto Soccorso
Cardiochirurgia
Neurochirurgia
Oncologia
Infettivologia
Il Criterio
Cosa accomuna tutte queste situazioni
Un esito negativo, da solo, non dimostra un errore. L’attività sanitaria comporta margini di rischio che nessun trattamento può azzerare, e la legge distingue con precisione tra la condotta colposa e l’evento imprevedibile.
Ciò che va accertato è se il professionista o la struttura si siano discostati dalle linee guida e dalle buone pratiche in vigore al momento dei fatti, e se quello scostamento abbia causato il danno.
Quando la struttura coinvolta è pubblica, il rapporto ha natura contrattuale: al paziente spetta dimostrare il danno e il nesso con la prestazione ricevuta, mentre è la struttura a dover provare di aver agito correttamente.
È una distribuzione dell’onere probatorio più favorevole di quanto si ritenga comunemente, e conoscerla cambia il modo in cui si imposta la richiesta fin dall’inizio.
ATTENZIONE
I termini di prescrizione variano a seconda che si agisca nei confronti della struttura o del singolo professionista, e in caso di decesso del paziente le pretese dei familiari seguono termini diversi tra loro. È la prima verifica da fare, prima di ogni altra considerazione.
COME SI SVOLGE IL PERCORSO, FASE PER FASE →